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Storo, 1 febbraio 2002

"ALBERTA RACCONTA" Storia di straordinaria ordinarietà.

    Una serata di riflessioni sul disagio delle altre persone che ci circondano. Sala del comune esaurita, per conoscere, per capire che cosa c'è dietro una malattia come quella di Alberta. La serata è stemperata dalla sua drammaticità del tema con le note al piano del maestro Gianfranco Demadonna. Abile come non mai a scegliere i temi da proporre a seguito degli interventi. Poche note ma che sono servite ai presenti per riflettere con maggiore intensità

    Spesso pensiamo loro come sofferenti e con poche fiducie. Invece, la storia di Alberta, ma come lei ce ne sono molte, insegnano come non cercano pietismi, ma un valido inserimento a tutti gli effetti. "E' duro - dice Alberta - entrare in un locale e trovare gente che non ti toglie gli occhi da dosso in cerca di chissà che. Poi, quando li guardi ne ti sorridono, ne hanno il coraggio di guardarti. Quanti voltano lo sguardo dall'altra parte e sono più imbarazzati di noi." Una frase delle tante che hanno dato uno spessore all'incontro che cercava di mettere in luce che loro, se da un parte sono svantaggiati dall'altra hanno un qualcosa di più: la sensibilità. Lo psicologo Marco Gradisco ha messo in evidenza come la gente che soffre dapprima si rivolge a Dio, poi nella fase culminante della malattia si allontana per poi alla fase terminale di malattia ricerca Dio quale conforto e confronto.

    Altre importanti riflessioni sono giunte dall'assessore alle politiche sociali del comune di Storo Ermanna Briani, che ha raccontato le sue esperienze personali e dirette. Altre esperienze di casa da parte di Piergiorgio Ferrari con riflessioni di notevole spessore. Ermanno Rizzonelli, componente dell'associazione dei disabili del Comprensorio C8, ha posto l'accento su quanto l'associazione fa per il gruppo del comprensorio. Ma anche posto l'accento sulla inseribilità della gente colpita da alcuni disagi. Spesso possono dare molto.

    Infatti, pronta la replica dell'assessore provinciale Remo Andreolli, il quale ha spiegato quanto la giunta ed il suo assessorato sta programmando a favore delle persone che hanno bisogno di attenzione e non di pietismi.

    Intenso l'intervento del dottor Stefano Paoli dell'ospedale di Tione di Trento che ha messo a nudo quanto si sa della sclerosi multipla e della grande volontà che Alberta ha dimostrato per essere e stare in mezzo alla gente. Ma. Paoli, ha messo l'accento anche sulla posizione della famiglia e delle persone che circondano queste persone meno fortunate di tante altre, ma piene di dignità e voglia di andare avanti.

    Un mazzo di rose, 38, come gli anni che compiva Alberta quella stessa sera, hanno chiuso una sera intensa senza piangierie, ma con la ricerca delle dignità della persona innanzi a tutto.

Ecco che cosa ha scritto Alberta dopo la serata:

 

M

 

i hanno chiesto se posso descrivere la mia esperienza parlando della mia malattia il 1 febbraio nella sala riunioni del Comune di Storo. Parlando in questo momento l’emozione che ho provato è sicuramente troppo forte, perché non pensavo di riuscire ad esprimermi bene. In primo luogo non pensavo di trovarmi davanti con tante persone, che ascoltassero la mia esperienza. Posso solo dire che un’accoglienza e una cordialità come quella sera non l’ho mai ricevuta. Ringrazio di tutto cuore il direttore di Novaradio per la disponibilità e come è riuscito a organizzare la serata, e per il bellissimo regalo. Ringrazio tutti i componenti del comune di Storo per il bellissimo regalo in special modo l’assessore Briani per le bellissime parole che ha avuto nei miei riguardi. Termino il mio racconto salutando tutta la comunità di Storo  ringraziandola di tutto cuore.

Un abbraccio

 

                                                                                  ALBERTA MAGGIOLI

Per vedere le fotografie della serata clicca sulla lente

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