NOVARADIO P.S.C. a R.L.

Via C. Battisti, 28 - 38089 - Storo (TN)  - Tel. 0465 68 00 58 - Fax 0465 687 119 - Segreteria (sempre attiva) tel. 0465 687 118

     

E FATTO TASSATIVO DIVIETO DELL'USO DEL SERVIZIO FOTOGRAFICO

CHE E' COPERTO DA © E TUTELATO DALLA LEGGE DEL DIRITTO D'AUTORE

 

EVENTUALE PUBBLICAZIONE E' AMMESSA SOLO CON AUTORIZZAZIONE SCRITTA

SOLO E DA PARTE DI NOVARADIO - AB SERVICE  P.S.C. a R.L.

OGNI ABUSO E' PERSEGUITO PER LEGGE

Biblioteca Comunale di Storo - venerdì 3 maggio 2002

Incontro promosso dal Comune di Storo - Assessorato alla cultura e da NOVARADIO

 

Storo - 3 maggio 2002 – “La materialità deve coesistere con la spiritualità. Non è possibile che la materialità abbia il sopravvento sulla spiritualità” Questo e molto altro è stato il punto forte della serata dove hanno partecipato oltre sessanta persone per sentire le parole di Labsag Lama (monaco Tibetano) e di Adriana Garzoni (esperta nella cultura orientale, medicina naturale e yoga). Noi di NOVARADIO, che siamo tra gli organizzatori non dovremmo dire di essere soddisfatti, proprio perché siamo tra i promotori della serata. Invece sì, ci teniamo a dirlo perché i relatori hanno creato e resa ricca la serata di uno spessore non indifferente. Dopo quanto ascoltato c’è molto da riflettere, fare un auto analisi, fare in noi una verifica del nostro io interiore.

LOBSAN LAMA

         LOBSANG LAMA, il monaco tibetano originario del Nepal a 12 anni è entrato in monastero. Da qui la sua preparazione alla vita verso il prossimo e alla ricerca della massima spiritualità. Il monaco tibetano nella sua conferenza ha ripercorso la storia del Tibet che oggi si trova nell’anno 2109 e non come noi nel 2002. Passaggio dopo passaggio ha posto l’evidenza come i cinesi dal 1949 hanno preso sempre più possesso del Tibet. I cinesi, con Mao, avevano posto la religione dei tibetani come religione pericolosa per i popoli. Da qui l’eccidio di  persone tibetane, la distruzione di 6 mila monasteri, libri – alcuni di questi preziosi sia per la cultura, sia per la loro fattezza, scritti in oro e di gran cultura – che i cinesi hanno bruciato. Un milione e 500 mila le persone uccise a quel tempo. Poi una serie di barbarie vere e proprie sino a premiare che aveva un solo figlio e danneggiare con tutti i mezzi che aveva maggiore proliferilità. Un sistema per diminuire la popolazione tibetana.

 

         Ora la Cina punta a fare del Tibet una nazione diversa da quella che è. Terra che comincia ad esse inquinata e che essendo il tetto del mondo, inquina il mondo stesso. I cinesi puntano a creare un ferrovia: dicono per il bene del Tibet. Dicono anche che il Tibet è libero, ma i tibetani non possono fare nulla, o quasi. Possono andare a scuola sino a 10 anni e poi basta. Per far studiare i ragazzi, questi debbono recarsi altrove. Nel Tibet non si può più insegnare la cultura e la lingua tibetana. I cinesi hanno aperto bar e dato il via al consumo di alcol, cose sconosciute prima.

Ora il Tibet punta di avere almeno un’autonomia per poter vivere, praticare la propria cultura e la loro religiona. Il Tibet allo stato attuale, spiritualmente, e molto più forte fuori che sul proprio territorio. Almeno, quel territorio che è rimasto e che occupano. Molti sono i tibetani in esilio circa 1 milione e mezzo sparsi per il mondo.

         Alla domanda cosa può fare l’occidente per il Tibet? la risposta dl monaco tibetano è stata semplice: “ adottare  - così si è espresso – i giovani per dare a loro una cultura tibetane all’insegno del rispetto della dignità delle persone, della pace e della massima spiritualità. Il Tibet è povero, manca di vestiti in buone condizioni e di molte altre cose terrene”. Quello che è parso davvero singolare per la nostra cultura, è come non si sia soffermato sulle cose terrene, ma soprattutto sulla preparazione dei giova alla spiritualità e dare una vita dignitosa agli anziani. Tra le altre valutazioni come non abbia mai infierito sui cinesi, su qel comunismo che ha distrutto la loro unità, vita, spriritualità e sono stati oppressori del territorio del Tibet dal 1949 sino ad oggi.

Non vi sembra che abbiamo molto da imparare, riflettere analizzare?

ADRIANA GARZONI

A questa analisi ha contribuito Adriana Garzoni, che ha parlato di una cultura orientale come quella parte di noi che deve vedere verso il proprio io interiore. Crescere e analizzare continuamente lo stesso io sino a trovare prima di tutto quella pace interiore. Bene stai interiormente, più felicemente vivi e trovi il tuo futuro nell’indomani. Lei ed il marito – medico di base - impegnati nella famiglia, verso la gente, verso la cultura di una medicina naturale. “Vi siete accorti – dice Adriana Garzoni – che quando incontri qualcuno e gli chiedi come stai?, non ti dice come sta. Ma ti dice che aspetta gli esami o deve andare a farli. Non esprime quello che sente, ma si lascia "andare", non si apre a te,  demanda tutto a quei risultati. Come se la vita fosse solo in quei risultati clinici.

Il discorso molto più ampio è stato anche sulle analisi delle popolazioni orientali, dei beni spirituali che ha quella gente. Che ti offre quella gente. Che ti danno un io, una forza che non riesci capire facilmente. Capisci solo quando entri nella loro sintonia, quando recepisci che i loro movimenti sono un creare le forze positive. Non l’astio, l’odio la violenza.

 

        Se quanto vi abbiamo sintetizzato non basta a recepire quanto abbiamo  da imparare da quella cultura, quanto dobbiamo confrontarci con quella gente, ebbene è il caso che alla prossima conferenza analoga partecipiate per meglio conosce, meglio capire. Un consiglio caldeggiato dalla nostra, che sarà certamente anche la vostra convinzione dopo aver partecipato ad un incontro di grandi insegnamenti di vita.

 

Un grazie a tutti i partecipanti, in primo ai relatori: LOBSANG LAMA e ADRIANA GARZONI.

 

        ADRIANA GARZONI ci scrive un'e-mail che pubblichiamo integralmente.

Cliccare sulla lente per accedere al contenuto dell'e-mail

Oppure se volete ritornare al menù della pagina iniziale cliccate sulla pagina